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giovedì 19 marzo 2015

Che fatica essere topi! (1)


Tra il 2001 e il 2004, io e Luca Usai abbiamo prodotto una notevole quantità di strisce umoristiche per la casa editrice Esselibri di Napoli. In particolare, abbiamo creato quattro serie di strip che sono state pubblicate in alcuni libri di testo per le scuole medie inferiori e superiori italiane, e in due agende universitarie.

La prima edizione del libro (marzo 2003)
La striscia che vi presento oggi si chiama Che fatica essere topi! e ci fu commissionata per il testo di sociologia, psicologia e statistica Alla scoperta del comportamento, pubblicato nel marzo 2003.
Io e Luca ci tuffammo nel lavoro e ci documentammo a fondo, anche perché gli argomenti del volume erano piuttosto tecnici e complessi.
Le scadenze ristrette ci costrinsero a fare gli straordinari, ma alla fine portammo a termine il lavoro e ne fummo soddisfatti.
Certo, a rivedere il tutto oggi, cambieremmo molte cose! Tuttavia resto convinto che, in una striscia umoristica, quello che conta non sia tanto l’estetica (in senso lato) quanto l’efficacia della situazione che deve essere “messa in scena”.

Per ciascun argomento da trattare, l’editore ci aveva chiesto due differenti strisce che aiutassero a capire meglio i concetti. Noi ci imponemmo di essere comprensibili e divertenti nella maniera più immediata possibile, e risolvemmo la maggior parte delle strip in due sole vignette.

Purtroppo, quando ricevemmo le nostre copie omaggio del libro, fummo molto delusi. L’editore aveva fatto impaginare i nostri fumetti in un modo assurdo e incomprensibile: le due strisce per ciascun argomento erano state miniaturizzate e impaginate l’una a fianco all’altra, senza soluzione di continuità e senza nessun indizio che potesse suggerire all’occhio (e al cervello) del lettore che si trattava di due strip differenti e non di un’unica strip.

Ecco come furono impaginate le strisce all'interno del
libro. Quelle qui sopra sono in realtà due DIFFERENTI
strisce che:
1) quasi non si leggono, tanto sono piccole (anche
sull'edizione cartacea originale),
 2) inducono all'errore perché sembrano essere un'unica
strip e costringono il lettore ad alcune letture per
capire che, invece, sono due strip separate

Il lavoro era stato del tutto inutile: per il libro, per l’editore, per noi e per i lettori/studenti. La cattiva impaginazione aveva mandato a monte tutto. E, cosa ancora più grave, nessun supervisore aveva impedito che questo pasticcio dilettantesco finisse prima in tipografia e poi nelle scuole superiori italiane.

Questa è la prima delle due strip che avete visto sopra, nella pagina del libro.
Ed è quella che abbiamo sempre considerato la prima strip della serie.

Oggi, a distanza di dodici anni dalla pubblicazione di quel libro, inauguro sul blog una nuova rubrica in cui pubblicherò, senza nessuna periodicità fissa, una striscia di Che fatica essere topi! abbinata a qualche notizia o curiosità relativa a questa serie.

Non c'è un motivo particolare per cui sono stati scelti dei topi come attori principali. Luca aveva voglia di disegnare topi, i topi erano previsti nelle due strisce dedicate al labirinto di Tolman, e questo ci è bastato per prendere la decisione.

Che fatica essere topi! © Daniele Mocci & Luca Usai

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