se fossi un'automobile...

... sarei una FIAT 850. Ve la ricordate?

lunedì 15 gennaio 2018

Il T3rzo Piano - romanzo di Andrea Pau

Nessuna recensione, come mio costume.
Solo una piccola riflessione su questa fatica letteraria del mio amico e collega Andrea Pau.


Il T3rzo Piano è un romanzo uscito il 7 dicembre 2017 per DANA, un marchio di RW Edizioni (Novara).
La storia, ambientata in un futuro non troppo lontano, narra le vicende di Marc Milazzo, ventinovenne poco brillante che si ritrova a vestire i panni di uno dei tre personaggi dello show televisivo più seguito della storia, Il T3rzo Piano, appunto.
Lo spettacolo va in onda due volte alla settimana e ogni puntata è uguale a se stessa. La leva di interesse sul pubblico sta nel fatto che Tiero, uno dei tre personaggi, al termine di ogni puntata viene sottoposto al giudizio del "fato". Quando la vicenda giunge al suo culmine, infatti, Tiero si ritrova faccia a faccia con la pistola maneggiata dal suo "rivale" Teo. Nel tamburo dell'arma c'è soltanto una pallottola su sei, e la vita di Tiero è appesa al giudizio di questa crudele roulette russa legalizzata e trasmessa in diretta tv e web. Naturalmente Marc Milazzo interpreta Tiero.

Le dinamiche socio-politiche degli Stati Uniti d'Europa che Andrea Pau immagina nel romanzo, ci riportano per molti versi ai fantasmi evocati dai grandi romanzi "fantasociologici" del Novecento, a cui, come ben sappiamo, ha fatto seguito una vastissima produzione letteraria e cinematografica. Per cui non c'è bisogno che mi attardi a descriverle.
Andrea, tuttavia, è molto bravo a darne una sua personale visione/versione con l'aggiunta di alcuni spunti inediti che arrivano dalla sua sensibilità e dalla sua genuina capacità di narratore.

Per quanto mi riguarda, l'aspetto più interessante de Il T3rzo Piano, è la situazione di blocco fisico e mentale in cui mi sono ritrovato di fronte all'inevitabilità di una vita reale letteralmente sequestrata da un sistema di comunicazione sempre più simile a un pavimento di sabbie mobili. Un terreno nel quale se qualcuno per scelta o per sbaglio dovesse poggiare solo la punta di un piede, finirebbe per rimanere prigioniero e per ritrovarsi immerso fino al collo nel giro di pochi attimi.
In quelle sabbie mobili, legalità e illegalità si sono confuse, mischiate, disciolte come aspirine scadute in un bicchiere d'acqua torbida.
In quelle sabbie mobili è impossibile stabilire quale sia la cosa giusta da fare o da non fare. Da dire o da non dire.
In quelle sabbie mobili, tra la realtà e la rappresentazione della realtà non c'è più nessuna differenza.
E allora come ci dobbiamo porre noi di fronte a questo genere di società?

Ma soprattutto, c'è bisogno che noi ci carichiamo di una simile questione?

La mia risposta è sì, ce n'è bisogno.
Perché una volta che il lettore ha terminato questo romanzo e si ritrova con il libro chiuso tra le mani, la paura di essere esattamente come Marc-Tiero è tanta.
E la sensazione di vivere in un mondo che è già così come lo descrive Andrea Pau ne Il T3erzo Piano è ancora più forte.

Ecco il motivo per cui mi sono messo a scrivere questo post.


N.B. & P.S.
L'intero contenuto di questo post è roba mia. È farina del mio sacco. È il risultato di una mia lettura del romanzo in oggetto. È la conseguenza di una mia libera e personale interpretazione di quella stessa lettura.
Prego pertanto chi avesse l'idea di copiare e incollare da qualche altra parte quello che ho scritto io qui (che sia per intero o che si tratti di uno o più frammenti) di:
1) accendere il cervello prima di procedere
2) accertarsi che, dopo l'accensione, il cervello sia regolarmente funzionante
3) curarsi quantomeno di copiare correttamente quello che intende copiare
4) citare con precisione e con cognizione di causa l'autore di quei pensieri (cioè il sottoscritto, cioè Daniele Mocci) e l'indirizzo web del blog dal quale la copiatura è stata fatta (cioè questo blog, cioè danielemocci.blogspot.it).
Grazie.


Il T3rzo Piano
Autore: Andrea Pau
Disegno di copertina e illustrazioni interne: Sualzo (Antonio Vincenti)
Editrice: DANA (RW Edizioni, Novara)
Anno: 2017
Prezzo: € 16,90

lunedì 6 novembre 2017

Conto alla rovescia per il ventennale dell'Associazione Culturale Chine Vaganti



Mancano ormai pochissimi giorni alla grande festa per i primi VENT'ANNI di attività dell’Associazione Culturale Chine Vaganti.
Venerdì 10 novembre 2017 il sodalizio di fumettisti, narratori e illustratori celebra il suo VENTENNALE a San Gavino Monreale, comune del Medio Campidano (Sardegna) nel quale è stata fondata nel 1997 con gli obiettivi dello studio, della diffusione e della produzione di fumetti.

La manifestazione, di carattere squisitamente artistico, culturale e conviviale, è libera e gratuita.
Durante la mattinata si svolgeranno le attività riservate agli alunni delle scuole di San Gavino Monreale, mentre nel pomeriggio/sera le iniziative saranno aperte a tutti: amici, appassionati e curiosi di tutte le età e le provenienze geografiche.

Nell’organizzazione dell’evento, l’Associazione Culturale Chine Vaganti è stata supportata da alcuni preziosi partner: l’Associazione Culturale Skizzo, protagonista negli ultimi anni del movimento muralista sangavinese, l’Associazione Culturale Kenemèri, specialista nell’organizzazione di eventi culturali e l’Amministrazione Comunale di San Gavino Monreale, che ha concesso il suo patrocinio e il suo sostegno.

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!

PROGRAMMA

- ORE 09,00-13,30 [Liceo delle Scienze Umane “E. Lussu” e Liceo Scientifico “G. Marconi”]: Attività di reading e disegno dal vivo.

- ORE 17,30 [salone Pro Loco, Piazza Resistenza]: Presentazione del libro di racconti e illustrazioni Certi maestri / storie di persone comuni, speciali o incredibili (ideato, curato e prodotto da Chine Vaganti).

Il libro Certi maestri / storie di persone comuni, speciali o incredibili,
realizzato, curato e prodotto da Chine Vaganti,
sarà presentato in anteprima assoluta nel corso della manifestazione.

- ORE 19,30 [Museo Due Fonderie, via Montevecchio]: Inaugurazione del murale/tributo all'artista sangavinese Angelo “Tatano” Corrias e apertura della Mostra dedicata allo stesso Corrias.

- A SEGUIRE [Museo Due Fonderie, via Montevecchio]: Serata con musica e aperitivo per tutti.

OSPITI
Manuelle Mureddu (narratore, fumettista, illustratore)
Angelo Monne (illustratore, grafico editoriale)
Alessandro Riggio (art director)

CHI È E COSA FA L’ASSOCIAZIONE CULTURALE CHINE VAGANTI
L’Associazione Culturale Chine Vaganti è nata nel 1997 a San Gavino Monreale (Medio Campidano). Si occupa principalmente dello studio, della diffusione e della produzione di fumetti.
Le continue contaminazioni con la narrativa, la poesia, il teatro, il cinema, la pittura, l’illustrazione e la grafica le hanno permesso di ottenere riconoscimenti di carattere regionale, nazionale e internazionale.
Numerosi soci di Chine Vaganti sono autori professionisti che hanno pubblicato e pubblicano fumetti, romanzi e illustrazioni per svariate case editrici nazionali e internazionali. Tra queste: Piemme (Milano), Tunué (Latina-Roma), Mondadori (Milano), DeAgostini (Novara), Gaghi Editrice (Milano), Einaudi Ragazzi (Trieste), San Paolo (Milano), Fumo di China (Rimini), Esselibri (Napoli), Salani (Milano), Fiordaliso (Roma), Aurea (Roma), MagicPress (Ariccia-Roma), Editoriale Scienza (Milano), Studio ReNoir (Milano), Clair de Lune (Allauch, Francia), Disney Italia-Panini Comics (Modena-Milano).

_____________________________________________

sabato 28 ottobre 2017

10 novembre 2017: a San Gavino Monreale si festeggiano i 20 anni di Chine Vaganti



Venerdì 10 novembre 2017 l’Associazione Culturale Chine Vaganti festeggia il suo ventesimo compleanno a San Gavino Monreale, comune nel quale è stata fondata nel 1997 con gli obiettivi dello studio, della diffusione e della produzione di fumetti.
Le iniziative per la celebrazione del ventennale di Chine Vaganti saranno aperte ad amici, appassionati e curiosi di tutte le età, senza nessun limite di provenienza geografica.

Il programma prevede una serie di attività di carattere culturale:
-          la realizzazione di un murale dedicato al maestro Angelo "Tatano" Corrias, nella facciata del Museo delle Due Fonderie a San Gavino Monreale e avente come soggetto alcune opere di Corrias raffiguranti la fonderia di San Gavino, le vicine miniere di Montevecchio e Ingurtosu e la ferrovia. Angelo “Tatano” Corrias, pittore, illustratore, fumettista e fotografo pubblicitario sangavinese scomparso pochi anni fa, per tanti anni è stato legato all’Associazione Chine Vaganti da un rapporto di profonda amicizia e proficua collaborazione. La realizzazione del murale è cominciata lunedì 23 ottobre 2017 e sarà completata entro i primi giorni di novembre;
-          la pubblicazione del libro di racconti e illustrazioni Certi maestri – storie di persone comuni, speciali e incredibili, realizzato dagli autori dell’associazione e da alcuni autori ospiti;
-          la presentazione dello stesso libro alle scuole di San Gavino Monreale (nel corso della mattinata del 10 novembre 2017) e al pubblico (nel pomeriggio nello stesso 10 novembre), attraverso la formula del reading accompagnato da sessioni di disegno dal vivo e interazione con il pubblico;
-          una mostra dedicata al percorso artistico del maestro Angelo “Tatano” Corrias, nei locali del Museo delle Due Fonderie. La mostra sarà aperta al pubblico nel pomeriggio del 10 novembre;
-          l’inaugurazione dell’opera muralistica dedicata a Corrias, nella serata del 10 novembre, con una breve presentazione-introduzione a cui seguirà un incontro conviviale gratuito e aperto al pubblico accompagnato da musica e aperitivo.

Per la realizzazione di tale programma, Chine Vaganti usufruisce del prezioso contributo artistico e organizzativo dell’Associazione Culturale Skizzo, protagonista negli ultimi anni di un notevole movimento muralista proprio a San Gavino Monreale, e dell’Associazione Culturale Kenemèri, provvista di una pluriennale esperienza nell’organizzazione di eventi culturali.
Il tutto viene svolto con il patrocinio e il sostegno dell’Amministrazione Comunale di San Gavino Monreale.

Per chi non lo sapesse... 
L’Associazione Culturale Chine Vaganti è nata nel 1997 a San Gavino Monreale (Medio Campidano - Sardegna). Si occupa principalmente dello studio, della diffusione e della produzione di fumetti.
Le continue contaminazioni con la narrativa, la poesia, il teatro, il cinema, la pittura, l’illustrazione e la grafica hanno permesso all’associazione di ottenere riconoscimenti di carattere regionale, nazionale e internazionale.
Oggi, numerosi soci di Chine Vaganti sono autori professionisti e pubblicano con regolarità per svariate case editrici tra le più importanti della penisola.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, tenete d'occhio la pagina facebook dell'associazione: www.facebook.com/chinevaganti.assculturale/

mercoledì 25 ottobre 2017

L'Associazione Culturale Chine Vaganti compie 20 anni!

Il 10 novembre 2017 l'Associazione Culturale Chine Vaganti festeggerà i suoi primi 20 anni di attività.
Nella primavera del 1997, a San Gavino Monreale (Medio Campidano - Sardegna), io, Marcello Lasio e Andrea Fiori, spinti dalla nostra passione per il fumetto, ne abbiamo gettato le basi. Nel giro di pochi mesi Maurizio Nonnis, Giorgio Concu e Giorgio Casu si sono uniti a noi e, in sei, abbiamo deciso di costituirci in Associazione Culturale.
Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, decine di nuovi soci si sono uniti a noi (alcuni per poco tempo e altri per anni). Tutti insieme abbiamo fatto un lungo percorso che continua ancora oggi. Un percorso di autoproduzioni, eventi culturali, formazione e tanto altro.
Oggi il gruppo conta una ventina di membri attivi e almeno quattro generazioni differenti di soci. La più giovane, Laura Vacca, ha la stessa età dell'Associazione: 20 anni!
20 anni di fumetti, 20 anni di storie, 20 anni di disegni, 20 anni di laboratori nelle scuole, 20 anni di concorsi, mostre, rassegne e tanto, tanto altro. Comprese varie "incursioni" nella poesia, nel teatro e nel cinema.
20 anni di viaggi e di esperienze in Sardegna e nella penisola, con qualche puntata anche all'estero.
Molti di noi, da semplici appassionati, sono diventati professionisti e oggi pubblicano per diverse case editrici, alcune delle quali di grande prestigio. Molti altri lo diventeranno presto.
In questi 20 ANNI DI VITA abbiamo conosciuto una quantità sterminata di persone e abbiamo accolto un numero difficilmente misurabile di giovani e meno giovani all'interno del gruppo.

Venerdì 10 novembre 2017 festeggeremo il nostro ventesimo compleanno a San Gavino Monreale, il comune in cui si trova da sempre la nostra sede. Lo faremo con gli amici delle associazioni culturali Skizzo e Kenemèri, e con il sostegno del Comune di San Gavino Monreale.
In programma c'è la realizzazione di un murale dedicato al nostro indimenticabile MAESTRO Angelo "Tatano" Corrias, il lancio di una nuovissima iniziativa editoriale firmata Chine Vaganti e altro ancora.

Naturalmente siete TUTTI invitati a partecipare!
A partire da oggi fino al 10 novembre 2017, tenete d'occhio questo blog ma anche la pagina facebook dell'Associazione Culturale Chine Vaganti, per sapere COSA, DOVE, COME e IN QUALI ORARI.

mercoledì 28 giugno 2017

Nel Western di Super Pro tutto è talmente finto da risultare vero!


Ed ecco a voi la quinta storia "pseudo Western" di Super Pro che finisce sul mio blog per festeggiare il quindicesimo anno di vita editoriale del personaggio.

Continuavano a chiamarlo Arizona Pro uscì nel mese di luglio 2009 sulle pagine (cartacee) della rivista per bambini 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano), ed è l'episodio n. 43 della serie.
Il racconto, rispetto ai precedenti con la medesima ambientazione, spinge l'acceleratore sul "gioco delle parti" e sul gusto delle sane evasioni dalla realtà. Un'esigenza che però mette sempre in primo piano gli aspetti attivi e creativi, in un crescendo di interpretazioni incrociate, in cui le citazioni diventano materiale narrativo nuovo.
In Super Pro, il Western è uno scenario posticcio che si trasforma in materia vivente soltanto nel profondo dei personaggi, nel loro immaginario e nel loro vissuto. Per tali motivi, il gioco delle finzioni finisce per renderli quasi reali.



Il filone "pseudo Western" di Super Pro, inaugurato con l'episodio Lo chiamavano Arizona Pro (luglio 2003), è poi proseguito nel corso dei primi anni di vita del personaggio. In queste storie, io e Luca Usai (i creatori della serie) ci siamo divertiti a dare a Super Pro l'identità "parallela" di Arizona Pro. Costui è il fantasma di un formidabile pistolero che ha scelto come dimora la cittadina abbandonata di Lollywood, un sito in cui tanti anni fa si giravano i film Western.


Lollywood si trova nei pressi del Golfo dei Tonni, la località di mare in cui Bebo, Ale e Tore, i tre bambini protagonisti della serie, ogni estate si recano a trascorrere le vacanze estive in campeggio.
Tutto ciò consente ai tre bambini e al super procione di accedere con relativa facilità a questo affascinante sito, "entrando nella loro personalissima dimensione Western".


Continuavano a chiamarlo Arizona Pro paga (a cominciare dal titolo!) alcuni debiti affettivi al Western Spaghetti italiano, genere cinematografico di punta degli anni '60 e '70. E lo fa mettendo in scena un film girato da tale Leo Sergione, nome che evidentemente gioca con quello di Sergio Leone, genio assoluto del cinema Western italiano.


Il film di Leo prevede che Bebo, Ale e Tore assumano le identità dei tre personaggi di fantasia con i quali altre volte hanno amato giocare tra le vecchie assi di legno di Lollywood, vale a dire il fuorilegge Bebo the Kid, lo sceriffo Salvador e la proprietaria del saloon Alexandra.

Come è facile aspettarsi, gli avvenimenti finiranno per deragliare dai binari del copione. In più, l'improvvisa invasione di campo da parte dei Gemelli Dentoni, vecchie conoscenze dei nostri eroi, costringerà Super Pro (rigorosamente nei panni del fantasma di Arizona Pro) a intervenire.


La spiegazione finale che Ale darà a Leo sulla natura di Arizona Pro è una palese fandonia, buona solo per preservare l'identità segreta del procione super eroe. Ma, all'interno di questo gioco di finzioni e di personaggi che assumono identità diverse dalla propria, tale fandonia finisce paradossalmente per risultare quasi credibile!

Gli unici che in questi continui "giochi delle parti" interpretano se stessi sono i cattivi di turno, cioè i Gemelli Dentoni. Tuttavia anche costoro non sono precisamente "del tutto originali", dato che rappresentano l'evidente rivisitazione "superproiana" di quattro tra i più celebri fuorilegge del fumetto Western mondiale. A voi il compito di riconoscerli, anche se li avete già incontrati nella prima storia "pseudo Western" della serie: la già citata Lo chiamavano Arizona Pro.


Subito dopo Continuavano a chiamarlo Arizona Pro, io e Luca chiudemmo momentaneamente il filone pseudo Western di Super Pro.
Solo di recente mi sono assunto il compito di riprenderlo in mano, insieme al disegnatore Jean Claudio Vinci. E così, con l'episodio n. 89, intitolato La legge di Lollywood, Arizona Pro è finalmente tornato e i suoi giovani lettori ne possono ammirare le gesta sul numero della rivista 44Gatti in uscita proprio in questi giorni!


Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai

martedì 13 giugno 2017

La parola a Mr. Job (20)

La sindrome dell'autodidatta

Caro Mr. Job,
mi chiamo Morella Marchetti e sono una sarta autodidatta.
Intendiamoci, non mi sono certo svegliata ieri mattina con l’irrefrenabile pretesa di fare la sarta senza avere mai toccato ago e filo nei miei 38 anni di vita.
A cinque anni facevo già i miei lavoretti a punto croce. E poi ho sempre frequentato l'anziana sarta del mio paese (anche lei autodidatta), prestando la mia manodopera a cominciare dai lavori più semplici. Insomma, anche se non ho mai fatto nessun corso di sartoria e anche se non ho mai conseguito nessun titolo, sono andata “a bottega” (come si faceva e come si diceva una volta) per tutta la vita e ho imparato così.
E non le nascondo che oggi, nonostante la crisi che ha massacrato anche il mio settore e, nello specifico, la mia attività, sono una sarta piuttosto richiesta. Realizzo anche abiti di pregio per uomo e per donna. Quelli che molti chiamano (spesso senza avere idea di quello che dicono) abiti di “alta sartoria”.
Fatta questa premessa, ora passo alle domande.
Cosa ne pensa, lei, dell’autodidattismo a tutti i costi tipico di questi anni? Cosa mi dice di questo fenomeno che ogni giorno contagia un numero inimmaginabile di persone? Mi riferisco a tutta quella gente che salta a piè pari ogni genere di formazione (ufficiale o “di bottega”) per poi autocertificare SULLA BASE DEL NULLA il proprio professionismo in qualsiasi campo, meglio se nelle discipline creative o artistiche (ma anche in medicina non si scherza).
Non le sembra che questo modo di essere autodidatti e di proclamarsi tali (perfino con orgoglio) non c’entri proprio niente con l’essere davvero degli autodidatti?

Cara Morella,
mi perdonerai per l’immagine che sto per esprimere a parole, ma io credo che tu abbia letteralmente scoperchiato una delle fogne più maleodoranti dei nostri tempi. Un fenomeno che in Italia pare essersi sviluppato anche di più rispetto agli altri Paesi.
Sono convinto che, se da una parte ci si può e ci si deve lamentare contro tutte le cattive pratiche che gli enti pubblici (a partire dallo Stato e dalla politica) e i privati (imprenditori, finanzieri e faccendieri di varie pezzature) hanno introdotto nel mondo del lavoro, dall’altra è indubbio che molti lavoratori non sanno proprio cosa vuol dire essere dei veri lavoratori. E fanno di tutto per non saperlo!
Detto questo, ora mi accingo a rispondere alla tua domanda.
Sono fermamente convinto che per debellare la piaga sociale degli autodidatti incapaci e fasulli occorra ripensare e rifondare prima di tutto la Pubblica Istruzione insieme alla cura dell’educazione dei bambini all’interno delle famiglie. Poi bisogna anche che ciascuno impari nuovamente a sapersi dare una cultura e una serie di strumenti critici e analitici. E, per chiarirci, quest’ultima frase non significa per forza che tutti dobbiamo andare all’università o frequentare costosissimi master.
Ma tra il tutto-tutto e il niente-niente c’è un abisso profondo-profondo!
Oggi abbiamo relativizzato qualsiasi cosa, al punto che chiunque si sente in diritto-dovere di poter fare tutto, dire tutto, essere tutto, sindacare tutto, confutare tutto. In realtà pochi, pochissimi hanno gli strumenti reali e concreti (nelle mani e nel cervello) per potersi permettere un simile atteggiamento. Anzi, quasi nessuno se lo può permettere.
E i pochissimi che potrebbero permetterselo sono proprio quelli che esercitano questo “super potere” nella maniera più cauta e parsimoniosa.
Essere autodidatti può portare talvolta a grandi risultati, e la storia ce lo insegna (a saperla e a volerla studiare). Ma essere autodidatti non significa “pensare, dire e fare tutto quello che ci pare e piace, quando, dove e come ci pare e piace, fregandocene di tutto e di tutti”. Questo atteggiamento così “decadente e contemporaneo” in tutti gli ambiti delle attività umane non sta portando altro che ignoranza, grettezza e povertà (mentale, ma anche economica a ben vedere).
Più ci sentiamo investiti di questa pseudo onnipotenza, più mandiamo a monte le professioni vere e i professionisti seri, creando ulteriore crisi economica che si somma a quella che i grandi operatori dell’impresa, della finanza e della politica ci hanno cortesemente regalato in questi ultimi dieci anni (almeno).
Naturalmente questi signori professionisti dell’autodidattismo a tutti i costi non potranno e non dovranno lamentarsi se, come risultato finale della loro “opera”, riceveranno le proverbiali secchiate di merda in faccia. E sul fatto che le riceveranno non c’è il minimo dubbio.
Il problema vero, però, è che quelle secchiate non si limiteranno a colpire loro, ma investiranno anche una buona parte dei lavoratori veri, delle loro famiglie e dei loro figli.
Per concludere, nessuno di noi può considerarsi al riparo da questo flagello.

sabato 10 giugno 2017

Suggestioni sardo-campidanesi

C'è un periodo dell'anno, tra la metà di maggio e la fine di giugno, in cui l'aria e la luce del mattino rendono le cose diverse.


Quasi magiche.


Qui dove vivo io, in Sardegna, nella pianura del Campidano, questo succede in modo particolare nelle giornate limpide e senza vento o, forse ancora meglio, quando soffia un leggerissimo e quasi impercettibile Maestrale che ripulisce l'aria.


In queste giornate, che poi spariscono quando l'estate prende il sopravvento, ci sono dei luoghi, nel Campidano, che si caricano di un fascino ancora superiore a quello che hanno per la loro stessa natura.


Sono le case tradizionali campidanesi, fatte di mattoni crudi (làdiri) e piene di antichi oggetti che fino a quarant'anni fa erano di uso comune per la gente di queste parti.


Visitare queste case nelle mattine limpide dell'ultimo mese di primavera è un'esperienza che non si può nemmeno descrivere a parole.


Bisogna provarla per capire cosa intendo.


Bisogna viverla.


E bisogna viverla in religioso silenzio.


























martedì 23 maggio 2017

Quella volta che Jeff Bridges, John Goodman e Steve Buscemi recitarono (gratis) per Super Pro


Prima di occuparci di questi tre simpatici personaggi (li avete riconosciuti?), ho una piccola introduzione da fare.

Proprio in questi giorni di maggio ricorre il QUINDICESIMO ANNO di pubblicazioni consecutive dei fumetti di Super Pro sulla rivista per ragazzi 44Gatti (Gaghi Editrice, Milano).
Quindi, prima di tutto, faccio auguri a me stesso e a Luca Usai, vale a dire ai due ideatori del personaggio nonché realizzatori della maggior parte degli episodi fin qui pubblicati. Poi estendo gli auguri anche ai personaggi della serie e ai professionisti che in questi quindici anni hanno affiancato me e Luca nella lavorazione degli 89 episodi finora realizzati: Francesco Abrignani, Marcello Lasio, Andrea Pau, Elena Grigoli, Maurizio Nonnis e Jean Claudio Vinci.


Chi mi sta seguendo in questi ultimi mesi, sa che in occasione del QUINDICESIMO ANNO di Super Pro ho deciso di pubblicare le cinque brevi storie di ambientazione pseudo Western firmate da me e da Luca Usai tra il 2003 e il 2009. L'episodio che potete leggere in questo post si intitola La notte delle ruspe, è il n. 37 della serie ed è stato pubblicato nel mese di luglio 2008.

Stavolta Bebo, Ale, Tore e Arizona Pro (alter ego in salsa Western di Super Pro) durante il solito campeggio estivo al Golfo dei Tonni si recano nottetempo a Lollywood, la cittadina abbandonata dove tanti anni addietro si giravano i film Western. Qui si trovano faccia a faccia con tre gaglioffi che hanno l'intenzione di radere al suolo proprio Lollywood, la città di Arizona Pro!
E se non avete ancora capito chi sono, ora ve lo dico io.


Questi tre personaggi, che ricalcano le fattezze di Jeffrey "Drugo" Lebowski, Walter Sobchak e Theodor Donald "Donny" Karabotzes (il celeberrimo terzetto de Il grande Lebowski, capolavoro cinematografico dei fratelli Coen), sono una sorpresa che Luca mi fece durante la lavorazione delle tavole.
Mi spiego.
Io come sempre scrissi soggetto e sceneggiatura della storia che, dopo l'approvazione della casa editrice, passarono a Luca per essere tradotti in immagini. Il testo non prevedeva affatto che i tre cattivastri di turno dovessero avere le facce, i corpi e l'abbigliamento del Drugo e dei suoi due degni compari. Fu una scelta autonoma di Luca in fase di disegno che si rivelò non solo un simpaticissimo omaggio a un film meraviglioso, ma anche una trovata azzeccatissima dal punto di vista narrativo. Infatti, pur essendo i tre personaggi in questione completamente diversi da Drugo & company, con le loro sembianze funzionavano (e ancora funzionano) alla perfezione.
Leggere per credere!





Insomma, Luca fece un casting eccellente.
E, obiettivamente, meglio di così non potevo sperare: Jeff Bridges, John Goodman e Steve Buscemi avevano recitato GRATIS in un mio fumetto!

Super Pro © Daniele Mocci e Luca Usai